Antonio Citterio

“Essere nel tempo, durare nel tempo”.

Il designer dallo stile discreto ma irremovibile
ha progettato l’identità moderna di strumenti senza tempo

 

Per la linea Artusi 2.0, l’iconico architetto e progettista ha analizzato i contesti produttivi, i processi innovativi, i materiali. Elaborando un approccio discreto che consentisse di risolvere “progettualmente” il problema di disegnare un sistema e non una serie di oggetti con forme, dimensioni e soprattutto materiali diversi, in ragione della diverse tipologie di cottura e di preparazione dei cibi.

È stato un lavoro di ricerca durato più di un anno

I prodotti finali sono stati il risultato sia della cultura aziendale sia delle regole indicate da Pellegrino Artusi, per la cosiddetta “cucina di casa”. Normalità e creatività, declinata nella quotidianità.

Pentole, tegami, padelle, manici che hanno richiesto una lunga serie di incontri per definire alcuni dettagli: spessori, bordi, rifiniture tra materiali diversi; il tutto per arrivare, alla fine, a prodotti “normali”, “confidenti”, come se fossero sempre esistiti, e nello stesso tempo, il risultato di saperi e competenze di carattere tecnico, scientifico e anche normativo.

Proprio qui risiede la cifra del designer: rendere bella, utile e funzionale la normalità, come il mangiare e il cucinare, senza introdurre nuove complessità.

Procedere per espressione e per sintesi. La collezione ARTUSI 2.0 fa parte di questo modo di lavorare: essere nel tempo e durare nel tempo, al di là delle oscillazioni del gusto.